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Associazione Marziale Imolese Kali

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Il logo

Il logo dell'AMIK ha una precisa simbologia, racchiudente sia l'esperienza che la vocazione del creatore (l'istruttore Carlo Maccarelli). Il Kali ha una enorme tradizione di simbologia, e pensiamo giusto perdere qualche minuto per spiegare quella da noi adottata anche se non correlata con le tradizioni filippine - cosa che sarebbe ipocrita, non essendo possibile sentire simboli così culturalmente lontani e comunque non vissuti. Aggiungiamo poi che elemento essenziale è la non univocità: ciascuno vi trova - anzi vi deve trovare - il proprio significato, in funzione delle proprie esperienze ed aspirazioni.

L'Uomo.

Centro del logo: le tre essenze umane. La figura richiama l'ideogramma cinese dell'imperatore, costituito da tre barre orizzontali ed una verticale. Le prime, partendo dall'alto, simboleggiano mente (pensiero, ragione), cuore (spirito, sentimenti) e ventre (piacere, istinto). Sono tutte egualmente lunghe, affermando che l'Uomo deve averle in equilibrio, e sono unite dalla barra verticale, che afferma l'indissolubilità delle tre componenti tanto nella vita quanto nella lotta.

La vita.

Triangolo e cerchio: la vita. Il triangolo, figura essenziale nel footwork del Kali, non è continuo ma interrotto. Le punte simboleggiano le tre componenti temporali della vita: passato, presente e futuro. Ad unirle è l'inscritto cerchio della vita, che ci ricorda che siamo una indissolubile continuità. Ma il triangolo è anche equilatero: l'equilibrio dev'essere anche nel tempo, ovvero non perdersi nel futuro né nel passato, ma neanche dimenticare esperienze e obiettivi per spegnersi nel presente.

Le metà del cielo.

Bolo e Kris: le due metà del cielo. Le due sono spade tradizionali del Kali, simili in dimensione ma con peculiarità diverse. Il bolo è simile ad un machete e si usa prevalentemente di taglio e con potenza; il kris è più una lunga daga con preponderanza del gioco di punta e finezza. Assieme mostrano due componenti essenziali delle arti filippine, ma anche i due diversi ed egualmente importanti approcci alla vita (il cerchio/triangolo in cui sono conficcate) riconducibili rispettivamente al principio maschile e femminile.

Il combattimento.

Pugno: il combattimento. La mano nuda occupa il terzo lato del triangolo, mostrando che il Kali è unico ma anche molteplice nell'adattabilità e indipendente dall'arma. La mano è serrata in un pugno, per sottolineare che lo scontro è necessario per temprarsi e migliorare, ma la posizione sotto alla vita e all'Uomo ci ricorda che la lotta essenzialmente è con noi stessi.

L'unione.

Cerchio esterno: l'unione. Il cerchio circoscritto fa coppia con quello inscritto nel triangolo del footwork. Questo ci parla delle due strategie di difesa/offesa (chiusura e apertura della distanza), ma anche di come la vita sia tanto interna al tempo quanto definzione dello stesso; sottolinea poi quanto i principi maschile/femminile e la sfida a se stessi ne siano necessaria parte.

--- Pagina aggiornata al 01.10.2003 ---
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